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Rapporti con Enti pubblici: Regioni  
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16 aprile 2012

Regione Abruzzo

Deliberazione n. 11/2012/INPR -Corte dei Conti- 

Lettera di trasmissione n.11.2012.INPR-Enti Inadempienti.pdf

Delibera n.11.2012.INPR.pdf

Allegati Delibera n.11.2012.INPR.pdf


Regione Lazio

Esposto per servizio soluzioni problematiche - inserimento Revisori Contabili

Milano, 16 marzo 2009
Oggetto: servizio soluzioni problematiche – Regione Lazio

Spettabile Direzione,
con la presente inoltriamo formale richiesta di inserimento per i Revisori Contabili nell’elenco dei professionisti previsti nel “servizio soluzioni problematiche derivanti da cartelle, avvisi bonari ecc“ come richiesto nei giorni scorsi dal nostro rappresentante Regionale dr. Carlo Pontesilli.
Il Presidente
Virgilio Baresi

Risposta Agenzia Entrate Regione Lazio

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Roma, 18 marzo 2009
Oggetto: Attività di assistenza dedicata ai soggetti intermedi

Gentile Presidente,
raccolgo la Sua richiesta e Le comunico che i professionisti iscritti all’Istituto dei Revisori Contabili saranno inseriti tra i coloro che possono presentare il modello di prenotazione presso la struttura di questa Direzione Regionale che opera a supporto tecnico-operativo per gli Uffici Locali di Roma con il compito di assistere su appuntamento i soggetti intermedi per le pratiche riguardanti comunicazioni di irregolarità e cartelle di pagamento derivanti dalla liquidazione dei modelli di dichiarazione ex art. 36 bis D.P.R. 600/73 e 54 bis D.P.R. 633/72 La struttura sperimentale, che ha sede in Via Benaglia n. 15, riceve su appuntamento i professionisti non serviti tempestivamente dalla procedura CUP.

IL DIRETTORE REGIONALE
Eduardo Ursilli

Comunicato stampa



Regione Friuli

Istanza di lobbing

Milano, 9 marzo 2009

Ill.mo
Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia
Dr. Renzo Tondo

Oggetto: Obiezioni alla proposta dell’Ordine dei Commercialisti diretta a limitare la revisione contabile negli enti locali ai soli professionisti iscritti all’Ordine.

Mi rivolgo a Lei, Signor Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, nella mia qualità di Presidente dell’Istituto Nazionale Revisori Contabili, al fine di invocare il Suo autorevole intervento in merito alla questione che di seguito mi pregio di illustrare.

L’Istituto Nazionale Revisori Contabili, ente di rappresentanza della categoria dei revisori contabili, è stato informato di una richiesta formulata dall’Ordine dei Commercialisti diretta ad ottenere l’emanazione da parte della Regione da Lei presieduta di un provvedimento la cui adozione avrebbe l’effetto di escludere dalla revisione dei conti degli enti locali i professionisti iscritti nel Registro dei revisori che non siano anche iscritti all’Ordine dei commercialisti.

Come Le è certamente noto, Sig. Presidente, un progetto di legge di tale tenore - ove approvato - avrebbe effetti pregiudizievoli per un ampio numero di revisori contabili, abilitati per legge, ma non iscritti all’albo dei commercialisti (si pensi agli avvocati, ai consulenti del lavoro e agli altri revisori non appartenenti ad alcun ordine).

Ebbene, in primo luogo, Vorrei portare alla Sua cortese attenzione che un provvedimento di tale contenuto avrebbe gravi effetti sociali ed economici sul gran numero di revisori esclusi, molti dei quali residenti ed operanti nella Regione sotto il suo governo.

Inoltre, con riferimento alla questione concernente la legittimità della disciplina prospettata, vanno segnalati diversi profili di criticità, soprattutto con riferimento a taluni principi sovra – ordinati.

Nel dettaglio è stato ravvisato un contrasto con:

- il principio di uguaglianza e il divieto di discriminazione tra cittadini di cui all’art. 3 della Costituzione;
- il diritto/dovere al lavoro e a svolgere un’attività ed una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società, di cui all’art. 4 Cost.;
- i principi fondamentali posti in materia dalla legislazione dello Stato in forza di riserva ex art. 117 Cost. con riferimento alle materie di legislazione concorrente (i.e.: la materia delle professioni). A tal proposito, giova rammentare che l’abilitazione all’esercizio della professione di revisore contabile è stabilita dal D. Lgs. 27 gennaio 1992 n. 88. Pertanto, una volta conseguita l’abilitazione e l’iscrizione nel relativo registro è preclusa ogni ulteriore discriminazione in ragione dell’iscrizione o meno ad altri albi (dottori commercialisti, ragionieri, avvocati, revisori non ordinistici);
- i principi fissati dalla legislazione sull’ordinamento degli enti locali di cui al T.U. del 18 agosto 2000, n.267, e specificamente dall’art. 234 ove viene stabilito che il collegio dei revisori contabili degli enti locali debba essere composto da tre membri, ciascun con diversa qualifica professionale, e in particolare da un revisore contabile, da un dottore commercialista e un ragioniere. Con riferimento a tale norma, preme ribadire che ai sensi dell’art. 1 del citato T.U., le disposizioni ivi previste costituiscono un limite inderogabile all’esercizio dell’autonomia legislativa degli stessi enti;
- il principio di indipendenza in ragione del quale sono considerati offrire più garanzie di affidabilità i professionisti non appartenenti ad altre categorie e non eroganti servizi di altra natura (i.e. commercialisti ed avvocati) (Dir. 2006/43/CE, in attesa di recepimento dall’Italia);
- il principio della equiparazione della abilitazione in forza del quale coloro che sono abilitati a norma della disciplina previgente debbono essere considerati abilitati anche alla luce della disciplina successiva, ai sensi del trentaquattresimo “considerando” della Direttiva 2006/43/CE;
- il principio della libertà di concorrenza di cui al Trattato della Comunità Europea e legislazione nazionale c.d. antitrust;
- il divieto degli aiuti pubblici a favore di categorie determinate, di cui all’art.87 T.C.E.;
- il divieto di discriminazioni tra professionisti comunitari, abilitati da Stati membri della CE alla revisione contabile senza iscrizione ad ordini, e i professionisti italiani iscritti al Registro, ma non ad ordini, secondo interpretazione costante della Corte Costituzionale.

In conclusione, nella funzione di rappresentante della categoria in questa sede svolta, mi permetto di invocare, Sig. Governatore, un intervento autorevole e competente – quale è il Suo – affinché il legislatore regionale voglia disattendere le richieste promosse dall’Ordine dei commercialisti in quanto espressione di istanze particolari ed egoistiche, invero in contrasto con gli interessi generali dell’intera categoria dei revisori ora rappresentati.

Offrendo la disponibilità dell’Istituto Nazionale Revisori Contabili, nonché la mia personale, a rendere audizioni ovvero fornire ulteriori chiarimenti, nonché a partecipare a tavoli di confronto, La ringrazio per l’attenzione accordata e Le porgo i miei migliori saluti.
Il Presidente,
Virgilio Baresi




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