milleproroghe convertito in legge: ecco le novità per fisco e contabilità


Da Lentepubblica.it

Con il voto finale del Senato, il Milleproroghe 2026 è stato convertito in legge, diventando ufficialmente operativo: scopriamo quali sono tutte le novità approvate definitivamente.


Come accade ormai da oltre vent’anni, il provvedimento di fine anno si conferma uno strumento di “manutenzione normativa”: interviene per rinviare scadenze, prolungare regimi transitori e scongiurare blocchi amministrativi che potrebbero avere effetti su cittadini, imprese ed enti pubblici. Anche per il 2026 la logica è la stessa: meno novità strutturali, più interventi correttivi e dilazioni temporali in settori chiave come fisco, sanità e pubblica amministrazione.

Tributi locali: nuove scadenze per la TARI

Sul fronte dei tributi comunali, il decreto interviene limitatamente al 2025, modificando il calendario relativo alla TARI. I Comuni avranno più tempo per inserire regolamenti e tariffe nel Portale del federalismo fiscale: la nuova scadenza è fissata al 6 marzo 2026. Perché le delibere diventino efficaci, sarà poi necessaria la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Economia entro il 16 marzo 2026.

Si tratta di un differimento tecnico, ma rilevante per gli enti locali, che avranno margini più ampi per completare gli adempimenti senza rischiare l’inefficacia delle proprie decisioni in materia di tassa sui rifiuti.

Fisco: aiuti di Stato, Testi unici e IVA

Capitolo fiscale particolarmente articolato. Nel testo definitivo non ha trovato spazio la sospensione del contributo di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea, misura di cui si era discusso nelle fasi precedenti dell’iter parlamentare.

Al contrario, viene ampliato il tempo a disposizione dell’amministrazione finanziaria per recuperare somme legate agli aiuti di Stato. È prevista infatti un’estensione di due anni dei termini per la notifica degli atti di recupero, compresi quelli relativi agli aiuti “de minimis” automatici e semiautomatici, nei casi in cui le amministrazioni competenti non abbiano adempiuto agli obblighi di registrazione dei regimi. L’allungamento dei tempi punta a tutelare le casse pubbliche, consentendo allo Stato di completare le procedure di rientro delle somme non dovute.

Slitta inoltre al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore dei Testi unici approvati nell’ambito della delega fiscale. Il rinvio offre un arco temporale più ampio per l’adeguamento delle strutture amministrative e per la predisposizione degli strumenti attuativi necessari.

Anche in materia di IVA si registra uno spostamento in avanti: il nuovo meccanismo di calcolo per masse di beni o servizi entrerà in vigore nel 2027. L’abrogazione prevista da un precedente decreto legislativo viene quindi posticipata, lasciando invariato l’attuale sistema per un ulteriore anno.

Rottamazione-quater: nessuna riapertura

Uno dei temi più discussi nelle settimane precedenti alla conversione è stato quello della cosiddetta “mini riapertura” della rottamazione-quater. L’ipotesi di consentire una riammissione ai contribuenti decaduti non è stata recepita nel testo finale.

Restano dunque valide le regole già in vigore: chi è in regola con i pagamenti potrà proseguire secondo il piano stabilito, mentre non è prevista alcuna riammissione automatica per chi ha perso il beneficio. Eventuali modifiche potranno essere valutate in provvedimenti successivi, ma al momento il quadro normativo resta invariato.

Codice della strada: multe congelate

Il Milleproroghe interviene anche sul Codice della strada, sospendendo l’aggiornamento automatico delle sanzioni. In concreto, gli aumenti delle multe restano congelati. La misura evita un incremento degli importi legato all’adeguamento periodico, alleggerendo almeno temporaneamente il peso economico delle contravvenzioni per gli automobilisti.

Pubblica amministrazione: dirigenti e assicurazioni

Per quanto riguarda la macchina statale, viene prorogato fino al 31 dicembre 2028 il termine entro cui l’Agenzia delle Entrate potrà utilizzare le risorse destinate all’assunzione di 32 dirigenti da assegnare al Ministero dell’Economia e delle Finanze. La dilazione consente di completare il rafforzamento degli organici senza la pressione di scadenze ravvicinate.

Un altro rinvio riguarda l’obbligo, per i soggetti che gestiscono risorse pubbliche, di stipulare una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali causati alla pubblica amministrazione in caso di colpa grave. L’obbligo scatterà dal 2027, concedendo più tempo per adeguarsi alla nuova disciplina.

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