esami di abilitazione: calo generale degli aspiranti professionisti. I revisori legali da 677 iscritti del 2023 a 543 candidati nel 2024


Dal Sole24Ore.

Non si ferma il calo delle vocazioni per la libera professione. Anzi. Gli ultimi dati disponibili sul numero dei partecipanti agli esami di Stato – riferiti alla sessione 2024 – segnano un crollo record: -38,4% rispetto al 2019, punto di riferimento perché allora si applicavano le procedure ordinarie, poi rese derogabili durante l’emergenza Covid.

Si tratta di dati che possono essere ancora soggetti ad aggiustamenti, ma che senza dubbio segnalano un’accelerazione della tendenza emersa già nella sessione 2023, quando il numero dei candidati agli esami di Stato è sceso per la prima volta sotto la soglia del 2019, dopo il boom dell’epoca Covid. Peraltro, il calo è più intenso della diminuzione di persone nella fascia d’età 25-35 anni legata alla denatalità (-4,1% tra il 2019 e il 2024).

Di fatto, la sessione 2024, per molte categorie, appare come uno spartiacque: per alcune professioni è stata l’ultima che ha beneficiato della proroga della possibilità di tenere l’esame con modalità diverse da quelle ordinarie; mentre per le professioni sanitarie dal 2025 è entrato a regime il sistema delle lauree abilitanti, per cui l’esame di abilitazione coincide con quello di laurea (come già accade per i medici dal 2020).

Gli aspiranti professionisti

L’analisi riguarda i candidati agli esami di Stato per le principali professioni monitorate dal ministero dell’Università e della ricerca e per la professione forense, che ricade invece sotto la competenza del ministero della Giustizia.

Ebbene, negli ultimi anni, i numeri degli aspiranti professionisti che si sono presentati a sostenere gli esami di Stato hanno disegnato una parabola: nel periodo della pandemia si sono impennati, complici le procedure semplificate per ottenere l’abilitazione, con il picco, proprio nel 2020, di 86.519 candidati; e poi sono scesi, fino a tornare, già nel 2022, sostanzialmente alla quota del 2019 (quasi 62mila candidati nel 2022 a fronte dei 61.500 circa del 2019).

Ma il crollo più significativo si è registrato nella sessione 2023, quando in 52.385 hanno sostenuto l’esame di abilitazione; e il trend si è accentuato nel 2024, con meno di 38mila aspiranti professionisti a tentare l’esame.

Esemplare è in questo senso l’evoluzione degli aspiranti dottori commercialisti: secondo i dati del Mur, i partecipanti all’esame di Stato sono quasi raddoppiati nel 2020, quando hanno toccato la vetta di 5.137, rispetto al 2019, quando erano stati 2.756. Dal 2021 è iniziato il calo, fino ai 1.746 candidati della sessione 2024.

Sono invece in parziale controtendenza gli avvocati. I partecipanti all’esame di abilitazione forense sono in effetti aumentati nel 2020 rispetto al 2019, ma solo del 2,5%: sono passati da 22.199 a 22.750. Dal 2021, in compenso, è stato registrato un netto calo, fino al minimo di 9.703 candidati toccato nel 2023.

Poi gli aspiranti avvocati sono tornati, sia pur in modo lieve, a crescere: nella sessione 2024 hanno sostenuto l’esame di Stato in 10.316 e nella sessione 2025, tuttora in corso, alla prova scritta si sono presentati in 11.164.

I promossi

Tornando ai dati complessivi, emerge che, insieme al numero dei candidati agli esami di Stato, è calato anche il numero degli abilitati, ma in percentuale minore. Questo perché dal 2020 il tasso di successo di chi affronta l’esame è salito di oltre dieci punti percentuali rispetto al 2019.

Se infatti pre pandemia i promossi agli esami di Stato erano stati complessivamente il 64,9% dei candidati, dal 2020 questa quota è balzata a oltre il 75 per cento. Così, dalla sessione 2024 sono usciti meno di 29mila neo professionisti, con un calo del 29,1% rispetto al 2019.

Le regole e le riforme

Gli esiti degli esami di abilitazione dal 2020 in poi vanno messi in relazione con la possibilità di tenere le prove con modalità semplificate.

Da ultimo è stato il decreto legge Milleproroghe del 2023 (215/2023) a estendere, per numerose professioni, fino al 31 dicembre 2024 la possibilità di definire modalità d’esame in deroga a quelle ordinarie. Tuttavia, se fino al 2023 gli esami sono consistiti, nei fatti, in un’unica prova orale (a distanza o in presenza, a seconda dell’anno e della categoria), già dalla sessione 2024 è stata reintrodotta anche la prova scritta. Dal 2025, invece, si è tornati ad applicare le regole ordinarie.

Diversa è la situazione dell’esame di abilitazione per la professione forense. La riforma del 2012 aveva delineato nuove modalità di esame che prevedono tre scritti da svolgere senza l’aiuto dei codici commentati e un orale. Le novità sarebbero dovute partire nel 2015 ma sono state rinviate fino alla sessione 2025. In particolare negli ultimi anni – dopo la parentesi del doppio orale del periodo 2020-2022 – l’esame si è articolato in una prova scritta e una orale in tre fasi.

Per la sessione 2026, invece, il panorama si sta chiarendo in questi giorni. Infatti, dopo che non è arrivato, con l’annuale decreto Milleproroghe, l’ennesimo rinvio delle norme del 2012, è stato avviato un confronto tra ministero della Giustizia e rappresentanti dell’avvocatura, che dovrebbe portare, come ha annunciato venerdì scorso lo stesso ministro Carlo Nordio, ad anticipare, probabilmente con un decreto legge, l’applicazione delle modalità di esame individuate nel disegno di legge delega per la riforma della professione forense; il testo, al vaglio della commissione Giustizia della Camera, prevede che l’esame sia articolato in due prove scritte e una orale.

Nella tabella riepilogativa che correda l’articolo del Sole24Ore risulta che per la categoria professionale dei revisori legali gli aspiranti iscritti all’esame di stato sono passati da 677 del 2023 a 543 iscritti nel 2024.

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