Per Confprofessioni la riforma deve passare senza conflitti tra le categorie


Da Confprofessioni News

Confprofessioni lancia un forte allarme sull’attuale iter parlamentare della riforma delle professioni, sottolineando come l’accelerazione impressa ai lavori – in particolare con il ritiro degli emendamenti al DDL sull’ordinamento forense – rischi di produrre una normativa incompleta, poco equilibrata e potenzialmente dannosa per l’intero sistema professionale.

Riforma delle professioni: il rischio di testi non coordinati

Già durante l’audizione dell’11 febbraio, Confprofessioni aveva evidenziato il pericolo di procedere con testi normativi separati per alcune categorie, come commercialisti e avvocati, slegati dal quadro complessivo delle altre professioni ordinistiche.

Secondo l’associazione, questa impostazione potrebbe generare sovrapposizioni di competenze, conflitti tra ordini e una “corsa” all’attribuzione di funzioni professionali, con effetti distorsivi sull’equilibrio del sistema.

Natali: “Segnali preoccupanti di contrapposizione tra professioni”

«Purtroppo – osserva il presidente di Confprofessioni, Marco Natali – proprio in questi giorni stiamo assistendo a segnali preoccupanti di contrapposizione tra diverse professioni, come dimostra il dibattito emerso sul tema della consulenza legale. È esattamente il rischio che avevamo evidenziato nel corso della nostra audizione».

Natali richiama quindi la necessità di un approccio più prudente e inclusivo, che eviti fratture interne al mondo professionale.

Confprofessioni: “Serve un processo legislativo realmente partecipato”

L’associazione chiede che la riforma delle professioni sia costruita attraverso un processo partecipato, capace di integrare le numerose proposte migliorative arrivate dalle categorie.

«È fondamentale – prosegue Natali – lasciare al Parlamento il tempo e lo spazio necessari per intervenire sui testi attraverso emendamenti che possano correggere e migliorare l’impianto normativo. Ciò che sta accadendo oggi sulla consulenza legale potrebbe riproporsi domani su altre competenze, con ulteriori conflitti tra categorie e possibili ripercussioni anche sul piano previdenziale, tra le diverse casse professionali».

Un quadro normativo coerente e orientato all’interesse generale

Confprofessioni ribadisce che la riforma delle professioni deve essere il risultato di un percorso coerente, equilibrato e condiviso, in grado di valorizzare il contributo di tutte le componenti del sistema professionale e di garantire un assetto normativo stabile, chiaro e orientato all’interesse generale.

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