ministero di giustizia: dal 15 giugno controlli sui professionisti nelle pa. Indispensabili le regolarità contributiva e fiscale


Da Dirittodelrisparmio.it

Scatta dal 15 giugno la procedura di controllo dei professionisti iscritti negli appositi albi dei gestori delle crisi d’impresa, parte integrante della Legge n.199/2025 prevista dalla Legge di Bilancio. La circolare del Ministero della Giustizia cui fai riferimento (in materia di iscrizione e controllo dei professionisti incaricati dall’autorità giudiziaria, ad es. consulenti, gestori della crisi, ecc.) si inserisce nel quadro del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e disciplina requisiti, controlli e permanenza negli albi.

Di seguito i passaggi principali, con particolare attenzione al controllo sui professionisti “morosi” (cioè non in regola con obblighi economici o contributivi), che è uno degli aspetti della verifica dei requisiti.


1. Istituzione e funzione dell’albo

  • Presso il Ministero è istituito un albo dei professionisti (anche società) che possono svolgere incarichi per l’autorità giudiziaria.
  • L’iscrizione è condizione necessaria per operare come consulenti/gestori nelle procedure (es. crisi d’impresa).

Questo implica che il controllo sui requisiti (anche economici) è continuo.


2. Requisiti di accesso

Per essere iscritti occorre:

  • Iscrizione a un ordine professionale (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ecc.)
  • Requisiti di onorabilità e professionalità
  • Formazione specifica obbligatoria (corsi qualificati e certificati)

Tra i requisiti di onorabilità rientra anche la regolarità contributiva e fiscale.


3. Verifica della regolarità (controllo sui “morosi”)

La circolare chiarisce che:

  • L’amministrazione effettua controlli periodici e iniziali sui requisiti dichiarati.
  • Tra questi rientra la verifica che il professionista:
    • non sia inadempiente verso obblighi fiscali o contributivi
    • sia in regola con casse professionali e previdenza
    • non presenti situazioni di irregolarità rilevanti

Il concetto di “morosità” è inteso come:

  • debiti verso l’erario o enti previdenziali
  • mancato pagamento di contributi professionali
  • situazioni incompatibili con l’affidabilità richiesta

4. Modalità di controllo

I controlli avvengono attraverso:

  • autodichiarazioni del professionista
  • verifiche documentali (es. DURC o certificazioni equivalenti)
  • controlli incrociati con amministrazioni competenti (Agenzia Entrate, enti previdenziali)

La circolare rafforza il principio di responsabilità del professionista: dichiarazioni false comportano conseguenze gravi.


5. Conseguenze della morosità o perdita dei requisiti

Se emergono irregolarità:

  • mancata iscrizione all’albo (in fase iniziale)
  • sospensione o cancellazione dall’albo (se già iscritti)
  • impossibilità di ricevere incarichi dalla PA/autorità giudiziaria

Quindi il controllo sui morosi è funzionale a garantire:

  • affidabilità economica
  • correttezza professionale
  • tutela dell’interesse pubblico

6. Controllo continuo (non solo iniziale)

Un punto importante della circolare:

  • i requisiti devono permanere nel tempo
  • l’amministrazione può effettuare verifiche anche successive all’iscrizione

Questo significa che un professionista può essere escluso anche dopo anni se diventa moroso.

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