COMUNICATO STAMPA
Il Presidente dell’Inrl Maninetti sull’I.A nelle professioni: «Revisori insostituibili per le loro capacità consulenziali»
Nessuna sovrapposizione di ruoli con altre professioni e supporto ben delimitato dell’Intelligenza Artificiale nell’attività di controllo contabile. E’ quanto ha dichiarato il Presidente dell’INRL, Istituto Nazionale Revisori Legali, Luigi Maninetti, intervenendo al convegno su “Scenario delle Professioni di oggi e di domani, nell’era dell’I.A.” organizzato da TEHA-The European House Ambrosetti, Teamsystem Group ed Euroconference a Roma, alla presenza del viceministro di Giustizia Francesco Paolo Sisto.

«La revisione legale – ha evidenziato Maninetti – non è una funzione accessoria di un’altra professione. E il revisore non può essere considerato semplicemente un commercialista che, in un determinato momento, svolge una funzione diversa. La revisione ha una propria identità, proprie regole, proprie responsabilità e, soprattutto, una propria ragion d’essere: offrire un giudizio indipendente e affidabile sull’informazione sottoposta a verifica. Da qui ciò che l’Istituto sostiene da tempo: collaborazione non significa sovrapposizione dei ruoli. E nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale questa distinzione, a mio avviso, diventerà ancora più importante.
E nel concludere il suo intervento il Presidente dell’Inrl ha ribadito: «Parlare di Intelligenza Artificiale significa anche parlare, inevitabilmente, di formazione. Oggi oltre il 70% dei professionisti ha già avviato percorsi formativi sull’AI e un ulteriore 22% intende farlo a breve. Ma le competenze necessarie non sono soltanto tecnologiche. Per certificare i bilanci servono capacità digitali, analitiche e capacità consulenziali e relazionali – peculiarità prettamente umane. Ecco perché per le future sfide serve una proficua collaborazione tra professioni, istituzioni, università e imprese tecnologiche. E soprattutto serve un cambio culturale. Non dobbiamo chiederci se l’Intelligenza Artificiale sostituirà il professionista. Dobbiamo chiederci quale professionista saprà utilizzare l’I.A. per produrre valore, qualità e più fiducia ».
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