i capisaldi della riforma del modello Accrual e il ruolo chiave degli enti sperimentatori individuati dalla Corte dei Conti


Dal Senato.it

La riforma Accrual rappresenta uno dei principali interventi del PNRR sulla contabilità pubblica italiana. L’obiettivo è sostituire progressivamente l’attuale sistema prevalentemente finanziario con un sistema unico di contabilità economico-patrimoniale per competenza (accrual), comune a tutte le amministrazioni pubbliche e allineato agli standard internazionali IPSAS e ai futuri standard europei EPSAS.

In sintesi, la riforma prevede:

  • Un sistema contabile uniforme per tutte le amministrazioni pubbliche, così da rendere i bilanci confrontabili e più trasparenti.
  • Rilevazione dei fatti di gestione quando si verificano, indipendentemente da incassi e pagamenti. Ad esempio, un debito viene registrato quando nasce l’obbligazione e non quando viene pagato.
  • Maggiore attenzione al patrimonio pubblico, ai costi dei servizi e alle passività, offrendo una rappresentazione più completa della situazione economica e patrimoniale degli enti.
  • Migliore programmazione e controllo della spesa, con informazioni più affidabili sulla sostenibilità finanziaria e sull’efficienza delle amministrazioni.
  • Introduzione graduale, accompagnata da sperimentazioni, adeguamento dei sistemi informativi e un ampio programma di formazione del personale pubblico nel triennio 2026-2028.

Quale sarà il ruolo della Corte dei conti?

La Corte dei conti non gestirà direttamente la riforma (che resta affidata al Ministero dell’Economia e alla Ragioneria generale dello Stato), ma avrà un ruolo di vigilanza e valutazione.

In particolare:

  • Controllerà l’attuazione della riforma, verificando che le amministrazioni adottino correttamente il nuovo sistema contabile.
  • Valuterà la qualità delle informazioni contabili prodotte con il nuovo modello Accrual e il loro utilizzo nei controlli sulla gestione.
  • Verificherà l’efficacia dei sistemi di controllo interno degli enti e la capacità della nuova contabilità di migliorare trasparenza, efficienza e sostenibilità della finanza pubblica.
  • Riferirà al Parlamento sugli esiti dei controlli e potrà formulare osservazioni e raccomandazioni alle amministrazioni.
  • Nella memoria depositata alla Camera sul decreto attuativo della riforma, la Corte ha definito l’Accrual un “passaggio essenziale” per modernizzare la contabilità pubblica, pur richiamando l’attenzione sulle criticità ancora da affrontare: maturità del sistema, formazione del personale, adeguamento dei software e coordinamento con la contabilità finanziaria che continuerà a essere utilizzata per finalità autorizzatorie.

In sostanza, la Corte dei conti diventerà uno dei principali soggetti istituzionali chiamati a verificare che la riforma produca un effettivo miglioramento della qualità dei bilanci pubblici, della gestione delle risorse e della responsabilizzazione delle amministrazioni, utilizzando la nuova contabilità economico-patrimoniale come strumento di analisi e controllo della gestione.

Un passaggio chiave che scatterà a breve è l’individuazione degli enti sperimentatori ovvero le amministrazioni pubbliche selezionate per testare sul campo il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale Accrual prima della sua applicazione generalizzata, prevista dal 1° gennaio 2030. La loro funzione è verificare che i nuovi principi contabili, gli standard ITAS e gli strumenti operativi siano concretamente applicabili e, se necessario, individuare correttivi e semplificazioni.

Come saranno individuati?

Per gli enti territoriali (Regioni, Province, Comuni e loro enti strumentali) saranno scelti con uno o più decreti da emanare entro il 30 giugno 2027. La selezione dovrà garantire un campione rappresentativo, tenendo conto di criteri quali:

  • distribuzione geografica;
  • dimensione demografica;
  • rappresentatività dei diversi comparti della pubblica amministrazione.

I programmi di sperimentazione potranno riguardare anche solo un sottoinsieme di enti rappresentativi di ciascun comparto.

Come funzionerà la sperimentazione?

Gli enti sperimentatori dovranno:

  • applicare i principi del nuovo sistema Accrual (Quadro concettuale e standard ITAS);
  • predisporre conto economico e stato patrimoniale secondo i nuovi schemi;
  • utilizzare il piano dei conti multidimensionale unico;
  • trasmettere i dati secondo le modalità stabilite dalla Ragioneria generale dello Stato;
  • segnalare criticità, problemi applicativi e proposte di miglioramento.

La sperimentazione servirà anche a verificare:

  • l’impatto organizzativo sugli enti;
  • il funzionamento dei software contabili;
  • la qualità dei dati prodotti;
  • le esigenze di formazione del personale;
  • le eventuali semplificazioni normative necessarie prima dell’entrata a regime.

Quale vantaggio avranno gli enti sperimentatori?

Gli enti coinvolti avranno un duplice ruolo:

  • collaudatori della riforma, contribuendo a definire le regole operative definitive;
  • apripista nell’adozione della nuova contabilità, maturando esperienza prima dell’obbligo generalizzato.

Le criticità che emergeranno durante la sperimentazione saranno esaminate dalla Ragioneria generale dello Stato e dagli organismi tecnici competenti, così da affinare standard, linee guida e modalità applicative prima dell’estensione a tutte le amministrazioni pubbliche.

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