Dal Sole24Ore.
Il ravvedimento speciale collegato all’opzione per il concordato preventivo biennale (Cpb), previsto dall’articolo 29 del Dlgs correttivo 148/2026, ricalca analoghe opportunità offerte in passato, ma con una limitazione molto importante: è espressamente previsto che la “sanatoria” a valere per il 2020-2023 (uno o più periodi d’imposta a scelta del contribuente) sia riservata ai soggetti Isa che «rinnovano l’adesione entro i termini di legge» per il biennio 2026-2027. Pertanto, diversamente dal passato (articoli 2-quater del Dl 113/2024 e 12-ter del Dl 84/2025), non è sufficiente aderire al Cpb entro il prossimo 31 ottobre (o, meglio, 2 novembre in virtù di quanto previsto dall’articolo 7, comma 1, lettera h, del Dl 70/2011), ma occorre anche aver già aderito per il biennio 2024-2025. Ovviamente ciò potrà costituire un ulteriore stimolo a chi ha già scelto il concordato per bissare l’esperienza, ma non avrà alcun effetto di incentivo a “scendere a patti con il Fisco” per tutti gli altri contribuenti, come invece è avvenuto in passato.
I limiti della copertura
Tornando ai soggetti destinatari del ravvedimento, l’inserimento del periodo d’imposta 2023 nel perimetro della sanatoria si presenta particolarmente interessante, in quanto tale anno rappresenta quello preso a base per la proposta Cpb 2024-2025, per cui il binomio “opzione Cpb più ravvedimento” ha l’effetto positivo di incrementare il grado di “messa in sicurezza” del concordato relativo al primo biennio.