su italiaoggi la dura denuncia dell’inrl sulle lesive dichiarazioni dei commercialisti nei confronti dei revisori, nell’audizione alla Camera circa il deposito dei bilanci che li vede contrapposti anche ai consulenti del lavoro


Da ItaliaOggi

Anche il quotidiano economico ItaliOggi riporta con dovizia di particolari, la denuncia dell’Inrl che chiede una immediata smentita al CNDCEC a seguito delle lesive dichiarazioni del vicepresidente dei dottori commercialisti, Vincenzo Moretta, nel corso dell’audizione alla X Commissione (Attività Produttive) dove si sta discutendo il Ddl Concorrenza con il duro scontro tra commercialisti e consulenti del lavoro riguardo gli adempimenti telematici presso il registro delle Imprese.

Alla interrogazione posta dall’on.Pavanelli (Cinque Stelle) sulla posizione dei commercialisti rispetto all’eventuale estensione della competenza ai revisori legali – peraltro già richiesta dallo stesso INRL – il vicepresidente CNDCEC Moretta ha dichiarato che “I revisori legali sonio una associazione e non hanno requisiti e obblighi previsti dall’ordinamento tra cui il superamento di un esame di Stato, svolgimento di un tirocinio e iscvrizione a un albo sottoposto alla vigilanza del Ministero della Giustizia.”

Pronta la replica anche a mezzo stampa dell’INRL che in una lettera indirizzata alla Ragioneria dello Stato, al Ministero di Giustizia, a tutti i componenti della X Commissione ed al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, denuncia le lesive e false dichiarazioni del rappresentante CNDCEC

“L’INRL ricorda che i Revisori Legali, non solo devono sostenere un Esame di Stato con 19 materie, ma devono anche superare un periodo di tirocinio di 36 mesi, il più lungo previsto tra tutte le professioni economico-giuridiche ed iscriversi al relativo Registro dei Revisori, tenuto, vigilato e sottoposto al controllo del MEF, al pari di un qualsiasi ordine professionale. La diffusione in un luogo istituzionale così importante di informazioni false e diffamatorie, oltre che lesive della reputazione professionale di una intera categoria, rappresenta un fatto grave ed inaccettabile.  L’INRL chiede pertanto all’Ordine dei Dottori Commercialisti una immediata smentita di queste affermazioni, riservandosi di adire in ogni sede a tutela della onorabilità e dell’immagine della professione dei Revisori Legali.”

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