I nuovi modelli per la revisione cooperativa non sono ancora utilizzabili


Dal Sole24Ore.

I nuovi modelli di verbale per la revisione cooperativa, previsti dai tre decreti varati dal ministero delle Imprese e del Made in Italy il 5 marzo 2025, non sono ancora utilizzabili. Fino a nuova comunicazione bisogna quindi continuare a usare i modelli e le procedure preesistenti. Lo ribadiscono il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili e la Fondazione nazionale dei commercialisti nel documento del 12 gennaio 2026 che commenta tutte le principali novità introdotte dai decreti.

Le nuove regole

I decreti del 5 marzo 2025 ridefiniscono profondamente le modalità di effettuazione della revisione cooperativa e delle ispezioni straordinarie, al fine di renderle conformi alle esigenze di trasparenza e celerità dell’attività di vigilanza cooperativa. Con questi decreti è stata anche approvata la nuova modulistica da utilizzare per la revisione cooperativa e le ispezioni straordinarie sulle società cooperative e i loro consorzi: il nuovo modello di verbale richiede una verifica più dettagliata dei requisiti statutari relativi alla natura mutualistica e riporta le specifiche clausole dell’articolo 2514 del Codice civile che devono essere verificate singolarmente per le cooperative a mutualità prevalente.

I nuovi modelli non sono però ancora utilizzabili. È infatti necessario il completamento della reingegnerizzazione della direzione generale del ministero. A tal fine, le associazioni di rappresentanza del movimento cooperativo dovevano comunicare, alla direzione generale del ministero delle Imprese, il completamento dell’adeguamento dei propri sistemi informatici alla nuova modulistica.

L’adeguatezza degli assetti

La principale novità del modello di verbale di revisione consiste nell’introduzione di una sezione relativa alla valutazione dell’adeguatezza degli assetti della cooperativa che individua le informazioni che devono essere verificate relativamente alla corretta rilevazione della prevalenza mutualistica. Il revisore deve:

valutare se il sistema amministrativo contabile consente di distinguere lo scambio mutualistico con i soci rispetto ai rapporti con terzi e di indicarne le modalità e le eventuali carenze;

verificare se nel bilancio è documentata la condizione di prevalenza con riferimento ai parametri normativi;

accertare se nella relazione sulla gestione e nella relazione dei sindaci (se nominati) sono indicati i criteri seguiti nella gestione sociale per il perseguimento dello scopo mutualistico;

verificare se nella relazione al bilancio sono illustrate le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione dei nuovi soci;

accertare se, sulla base del contenuto della nota integrativa e delle relazioni di cui all’articolo 2545 del Codice civile, ovvero del dibattito assembleare o di altra procedura informativa, siano state trasferite ai soci informazioni sull’andamento del patrimonio indivisibile della cooperativa e sull’adeguamento alle raccomandazioni e ai suggerimenti della revisione cooperativa.

La verifica del Codice della crisi

Un’altra sezione nuova del verbale di revisione è dedicata alla verifica ai sensi dell’articolo 316, del Dlgs 14/2019 (Codice della crisi). In particolare, al revisore è richiesto di verificare se, dalla lettura dei verbali degli organi societari o da eventuale dichiarazione del legale rappresentante, risulti la sussistenza di debiti rilevanti nei confronti di lavoratori, fornitori, banche o creditori pubblici qualificati (Inps, Inail, Agenzia delle Entrate e della Riscossione).

Nei casi in cui dalle verifiche svolte emerga una situazione di criticità, il revisore è tenuto ad accertare che:

l’organo di controllo e/o il revisore legale, se nominati, abbiano segnalato all’organo amministrativo la sussistenza dei presupposti di uno stato di crisi o di insolvenza;

l’organo di controllo e/o il revisore (se nominati) abbiano trasmesso, negli ultimi dodici mesi, la comunicazione relativa alla rilevazione dei segnali di crisi al ministero delle Imprese e del Made in Italy;

la cooperativa abbia presentato l’istanza di accesso alla composizione negoziata del Codice della crisi o abbia attivato una delle procedure in esso previste.

Con l’ultimo dei tre decreti del 5 marzo 2025, è stata approvata la nuova modulistica per la revisione e l’ispezione straordinaria delle banche di credito cooperativo, per tener conto dell’introduzione di un sistema di verbalizzazione digitale dell’attività di vigilanza.

I tre decreti rappresentano quindi un passo avanti nella modernizzazione del sistema di vigilanza cooperativa, introducendo strumenti digitali, tempistiche più stringenti e controlli più approfonditi, in particolare con riferimento agli assetti organizzativi e ai segnali di crisi.

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