antiriciclaggio: tutti gli obblighi per il revisore legale previsti dalla legge


Da Normativa.it

Di stretta attualità il tema dell’antiriciclaggio per il quale il  D.Lgs. 231/2007 prevede una serie di obblighi  per i revisori legali che vanno ben oltre la semplice segnalazione di operazioni sospette.  

Gli obblighi principali del revisore legale stabiliti sono

Cosa deve fare il revisore
1. Adeguata verifica della clientelaIdentificare il cliente, acquisire i dati necessari e verificare l’identità; l’obbligo scatta, tra l’altro, al conferimento dell’incarico professionale.
2. Identificazione del titolare effettivoIndividuare e verificare il titolare effettivo della società/ente sottoposto a revisione e comprendere struttura proprietaria e controllo.
3. Valutazione del rischioDeterminare il livello di rischio di riciclaggio/finanziamento del terrorismo. considerare caratteristiche del cliente, attività, area geografica, operazioni, modalità e frequenza dei rapporti. Le misure devono essere proporzionate al rischio.
4. Adeguata verifica rafforzataApplicare controlli più incisivi nei casi di maggiore rischio, ad esempio determinate situazioni con PEP, Paesi ad alto rischio o strutture societarie particolarmente complesse.
5. Controllo costanteMantenere aggiornata la conoscenza del cliente e verificare che le informazioni acquisite siano coerenti con l’attività e con il profilo di rischio.
6. Conservazione dei datiConservare documenti, dati e informazioni utilizzati per l’adeguata verifica e quelli relativi alle operazioni, secondo le modalità e i termini previsti dalla normativa.
7. Segnalazione di operazioni sospetteEffettuare la SOS alla UIF, senza informare il cliente della segnalazione, se sa sospetta o ha motivi ragionevoli per sospettare riciclaggio o finanziamento del terrorismo
8. Obbligo di astensioneNei casi previsti dalla legge, deve astenersi dall’instaurare, eseguire o proseguire il rapporto quando non è possibile effettuare adeguatamente la verifica richiesta.
9. Comunicazioni relative alle violazioniDeve rispettare gli specifici obblighi di comunicazione previsti dal decreto, compresi quelli riguardanti le violazioni delle limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, quando applicabili.
10. Organizzazione e formazioneIl soggetto obbligato deve adottare procedure interne proporzionate al rischio e assicurare adeguata formazione del personale e dei collaboratori coinvolti.

L’adeguata verifica non si esaurisce all’inizio dell’incarico. L’art. 17 stabilisce che le misure devono essere applicate anche quando emergono sospetti di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e quando sorgono dubbi sulla veridicità o adeguatezza delle informazioni precedentemente acquisite. Inoltre, la valutazione deve essere proporzionata al rischio e il soggetto obbligato deve essere in grado di dimostrare perché le misure adottate sono adeguate al rischio individuato.

E per una PMI?

Per il revisore di una PMI, nella pratica, il fascicolo antiriciclaggio dovrebbe consentire di documentare almeno:

  1. identificazione della società cliente;
  2. identificazione e verifica del titolare effettivo;
  3. acquisizione delle informazioni su attività e struttura societaria;
  4. valutazione del rischio AML;
  5. verifica di eventuali PEP, sanzioni e fattori di rischio geografici;
  6. eventuale applicazione di adeguata verifica rafforzata;
  7. monitoraggio durante l’incarico;
  8. documentazione delle anomalie rilevate;
  9. valutazione dell’eventuale necessità di una SOS alla UIF;
  10. conservazione della documentazione.

Un punto da sottolineare è che il revisore non deve trasformare la revisione del bilancio in un’indagine antiriciclaggio generale: gli obblighi AML si integrano con l’attività di revisione e devono essere gestiti secondo un approccio basato sul rischio.

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