Da Euroconferencenews.it
Nel Concordato Preventivo Biennale la maggiorazione da iperammortamento resta esclusa dal reddito concordato, preservando la neutralità del CPB rispetto alle agevolazioni sugli investimenti del Nuovo Piano Transizione 5.0. La variazione fiscale in diminuzione non rileva nel reddito di riferimento né nel reddito proposto, ma può essere dedotta in dichiarazione nei periodi 2026 e 2027. L’effetto agevolativo resta quindi pienamente utilizzabile, riducendo il reddito imponibile effettivo entro il limite minimo di 2.000 euro previsto dalla disciplina del CPB.
Il reddito d’impresa oggetto di Concordato Preventivo Biennale (CPB) esclude una serie di componenti straordinarie o agevolative che possono verificarsi nel biennio.
Tra queste poste, figura la maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria sugli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, ai sensi dell’art. 1, commi da 427 a 436, Legge n. 199/2025: la variazione fiscale in diminuzione ai fini IRPEF/IRES derivante dal c.d. Iperammortamento o Nuovo Piano Transizione 5.0.
La variazione da iper-ammortamento è espressamente esclusa dal reddito oggetto di CPB ai sensi dell’art. 7, D.L. n. 38/2026 (Decreto Omnibus), che ha modificato l’art. 16, comma 1, D.Lgs. n. 13/2024, e viene gestita separatamente in dichiarazione dei redditi, con effetto sul reddito concordatoper i periodi d’imposta 2026 e 2027.
La questione è oggetto di approfondimento dell’Agenzia delle Entrate nella recente circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 sulla “Disciplina del Concordato Preventivo Biennale”.
L’espressa esclusione dell’iper-ammortamento rende il CPB neutrale rispetto all’agevolazione: il reddito proposto resta invariato e la relativa maggiorazione fiscale è deducibile nel biennio 2026-2027.
Nel dettaglio, la citata circolare precisa che la maggiorazione da iper-ammortamento:
- non rileva nel calcolo del reddito di riferimento 2025 usato per elaborare la proposta (aspetto da tenere in considerazione solo per chi ha il periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, dato che gli investimenti agevolati decorrono dal 1° gennaio 2026);
- è esclusa dal reddito proposto ai fini del CPB per il 2026 e per il 2027;
- può essere dedotta dal reddito concordato in dichiarazione, riducendo il reddito imponibile effettivamente assoggettato a imposta, nel rispetto della soglia minima di 2.000 euro.