enti locali e riforma Accrual: le criticità nella contabilità economico-patrimoniale dei piccoli comuni e la possibile soluzione della cooperazione e gestione associata


Da Lentepubblica.it

La nuova contabilità economico-patrimoniale dovrebbe aiutare gli enti locali a conoscere meglio costi, risorse e conseguenze delle proprie decisioni. Per le amministrazioni più piccole, però, il percorso rischia di essere complicato da regole che si aggiungono a quelle esistenti. E la vera semplificazione potrebbe rimanere sulla carta.


Quanto tempo può dedicare un piccolo Comune alla compilazione di nuovi documenti contabili, senza sottrarre risorse alle attività ordinarie? È una domanda apparentemente semplice, ma destinata ad assumere un peso crescente con l’attuazione della riforma Accrual nei piccoli Comuni.

In un’amministrazione con poche migliaia di abitanti, il responsabile finanziario non si occupa soltanto di bilanci. Deve seguire pagamenti, riscossioni, rendicontazioni, verifiche, programmazione delle spese e, spesso, procedimenti che nelle città più grandi vengono distribuiti tra diversi uffici.

È all’interno di questa organizzazione, già sottoposta a numerose scadenze, che dovrebbe inserirsi il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale previsto dalla riforma 1.15 del PNRR.

L’obiettivo è condivisibile: rendere più complete e attendibili le informazioni sulla gestione delle amministrazioni pubbliche. Il problema riguarda il modo in cui raggiungerlo.

Se la trasformazione richiederà di alimentare ulteriori prospetti senza ridurre gli obblighi precedenti, gli enti meno strutturati potrebbero ritrovarsi con un carico di lavoro maggiore e benefici limitati. Un risultato che finirebbe per contraddire proprio le ragioni della modernizzazione.

In questo percorso, l’inventario assume pertanto un ruolo centrale: diventa la base informativa su cui poggia il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale della Pubblica Amministrazione. E pertanto nuove soluzioni e applicativi quali la piattaforma PAccrual, sviluppata dalla Golem Net Sb, saranno sicuramente di supporto per le attività degli uffici e degli addetti ai lavori.

Accrual nei piccoli Comuni: il problema non è soltanto contabile

Quando si parla di contabilità pubblica, il dibattito tende a concentrarsi sui principi tecnici, sugli schemi di bilancio e sulle modalità di registrazione. Eppure, dietro ogni documento ci sono procedure, software, competenze professionali e persone chiamate a garantirne la correttezza.

Per comprendere la portata della riforma è utile partire da un esempio concreto.

Un’amministrazione decide di riqualificare un edificio scolastico. La contabilità finanziaria consente di verificare la disponibilità delle risorse, assumere gli impegni necessari e controllare l’andamento dei pagamenti. Le informazioni economico-patrimoniali permettono invece di osservare anche come l’intervento incida sul valore del bene e sui costi che interesseranno gli esercizi successivi.

Le due prospettive rispondono a esigenze differenti e devono dialogare. La prima presidia l’utilizzo autorizzato delle risorse pubbliche, mentre la seconda contribuisce a rappresentare il risultato economico della gestione e la consistenza patrimoniale.

Una contabilità davvero evoluta dovrebbe mettere entrambe al servizio delle decisioni amministrative, evitando di trasformarle in sistemi separati, ciascuno con le proprie attività ripetitive.

Il rischio più concreto, soprattutto nei centri di minori dimensioni, è proprio questo: introdurre nuove modalità di rendicontazione senza intervenire sull’organizzazione del lavoro che le sostiene.

Due sistemi contabili, gli stessi dipendenti: dove nasce il rischio

Il sistema italiano degli enti locali è già caratterizzato da procedure articolate. Il decreto legislativo 118/2011 disciplina la contabilità armonizzata e prevede strumenti che consentono di collegare le rilevazioni finanziarie alle informazioni economiche e patrimoniali.

Tra questi rientrano il piano dei conti integrato e la matrice di correlazione, attraverso la quale possono essere ricavate scritture economico-patrimoniali partendo dalle registrazioni finanziarie.

Con l’adozione del modello Accrual si apre una questione rilevante: quali meccanismi attuali continueranno a essere necessari e quali potrebbero essere rivisti?

Se le operazioni economiche e patrimoniali venissero rilevate direttamente in partita doppia, si potrebbe valutare l’opportunità di semplificare alcuni passaggi oggi richiesti per ottenere gli stessi dati attraverso procedimenti indiretti.

Una riflessione analoga potrebbe interessare il livello di articolazione del piano dei conti e il coordinamento con istituti come il fondo pluriennale vincolato, che conserva una funzione specifica nell’attuale sistema finanziario.

Non significa che tali strumenti possano essere eliminati automaticamente. La contabilità finanziaria autorizzatoria rimane essenziale per la gestione degli stanziamenti e per il rispetto degli equilibri di bilancio. Un’eventuale revisione richiederebbe precise modifiche legislative e adeguate garanzie.

Ma aggiungere un sistema senza interrogarsi sulle possibili duplicazioni dell’altro rischierebbe di rendere la riforma particolarmente onerosa proprio dove le risorse sono più scarse.

La semplificazione, quindi, non dovrebbe riguardare soltanto la quantità di informazioni da inserire nei nuovi prospetti. Dovrebbe partire dall’intero processo amministrativo.

Comuni sotto i 5.000 abitanti: cosa prevede la riforma del PNRR

La necessità di adottare soluzioni proporzionate alle dimensioni delle amministrazioni trova spazio nel decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, coordinato con la legge di conversione 7 agosto 2026, n. 152.

L’articolo 8 distingue il percorso delle amministrazioni comprese nella fase pilota da quello degli enti non inclusi, per i quali viene previsto un regime economico-patrimoniale semplificato, coerente con i principi generali del nuovo sistema.

L’articolo 12 affronta invece la sperimentazione, prevedendo specifici programmi per le amministrazioni territoriali. Tra gli aspetti da disciplinare figura la possibilità di introdurre modalità semplificate di redazione dello stato patrimoniale per gli enti di piccole dimensioni che non hanno adottato la contabilità economico-patrimoniale del decreto legislativo 118/2011.

Nei lavori della Commissione ARCONET, la proposta è stata riferita in particolare ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti che hanno rinviato tale adozione e utilizzano già uno schema patrimoniale semplificato.

È importante distinguere il contenuto della legge dalle scelte ancora oggetto di definizione. Il legislatore ha delineato il quadro generale, ma le modalità operative della sperimentazione devono essere precisate con appositi provvedimenti.

Per gli enti territoriali, l’articolo 12 fissa al 30 giugno 2027 il termine per l’adozione dei decreti relativi ai programmi sperimentali. Non si tratta, dunque, di una scadenza generalizzata entro la quale tutti i piccoli Comuni debbano completare il passaggio al nuovo modello.

Il punto più delicato riguarda il contenuto della semplificazione. Limitarsi a predisporre uno stato patrimoniale adattato ai nuovi criteri potrebbe rappresentare una soluzione praticabile sul piano formale, ma insufficiente a produrre un autentico cambiamento gestionale.

La sperimentazione Accrual deve coinvolgere anche chi parte svantaggiato

Una riforma può funzionare perfettamente in un’amministrazione ben organizzata e incontrare difficoltà molto maggiori in un piccolo ente con personale ridotto. Per questa ragione, la scelta dei soggetti coinvolti nella sperimentazione non è un dettaglio secondario.

La Corte dei conti ha richiamato il problema nella memoria presentata alle audizioni parlamentari sul decreto-legge 107/2026, sottolineando l’importanza di una transizione graduale, sostenuta dalla formazione e dall’adeguamento dei sistemi informativi.

I magistrati contabili hanno evidenziato anche la necessità di coinvolgere un insieme sufficientemente rappresentativo di amministrazioni, affinché la sperimentazione permetta di individuare criticità diverse e non finisca per fotografare soltanto le esperienze degli enti meglio attrezzati.

Il tema riguarda inoltre quei piccoli Comuni che, negli anni precedenti, hanno già scelto di applicare la contabilità economico-patrimoniale prevista dalla normativa vigente.

La loro esperienza potrebbe offrire indicazioni utili per capire quali attività risultino più difficili da gestire, quali procedimenti possano essere alleggeriti e dove si concentrino i costi organizzativi.

Confrontare amministrazioni che partono da situazioni differenti sarebbe probabilmente più efficace che costruire un unico percorso sulla base di una categoria astratta di piccolo Comune.

Nel resoconto della riunione del 21 luglio 2026, ARCONET ha prospettato specifiche attività sperimentali, comprese quelle rivolte agli enti che utilizzano uno stato patrimoniale semplificato. Si tratta di indicazioni preparatorie, da non confondere con regole attuative definitivamente adottate.

La sfida consiste nel verificare se gli strumenti proposti permettano agli enti di affrontare effettivamente il nuovo sistema oppure si limitino a facilitarne alcuni adempimenti.

Meno burocrazia nei piccoli Comuni: la soluzione può arrivare dalla cooperazione

Per molte amministrazioni locali, affrontare da sole l’adeguamento organizzativo potrebbe essere economicamente poco sostenibile.

Occorre considerare non soltanto l’acquisto o l’aggiornamento degli applicativi, ma anche il tempo necessario per la formazione, il controllo delle informazioni, l’assistenza specialistica e la gestione delle nuove procedure.

Il principio di gradualità, richiamato anche negli approfondimenti della Ragioneria generale dello Stato sulla transizione al modello Accrual, acquista quindi un significato pratico: non tutti gli enti possono affrontare contemporaneamente gli stessi cambiamenti con identiche modalità.

Una possibile risposta consiste nel rafforzamento delle gestioni associate e delle forme di cooperazione tra Comuni.

Le Unioni, le convenzioni e le strutture di supporto condivise potrebbero consentire di distribuire le competenze tecniche tra più amministrazioni, evitando investimenti ripetuti e permettendo agli uffici di accedere a professionalità difficilmente disponibili all’interno di ciascun ente.

La condivisione potrebbe riguardare i percorsi formativi, l’assistenza nella gestione economico-patrimoniale, l’adozione di procedure comuni e l’utilizzo coordinato delle soluzioni digitali.

Non sarebbe una rinuncia all’autonomia dei singoli Comuni, ma un modo per esercitarla con strumenti più adeguati.

La differenza, ancora una volta, dipenderebbe dalla capacità di organizzare processi realmente condivisi, evitando che la collaborazione si trasformi nell’ennesimo livello di passaggi amministrativi.

PAccrual di Golem Net: strumenti digitali per una gestione più sostenibile

Accanto alla revisione delle procedure, uno dei fattori determinanti per il successo della riforma sarà la capacità di utilizzare sistemi informatici in grado di ridurre la frammentazione delle informazioni e migliorare il collegamento tra gestione patrimoniale e contabilità.

In questo ambito si inserisce la piattaforma PAccrual, sviluppata da Golem Net SB per accompagnare le amministrazioni pubbliche nelle attività di gestione del patrimonio e nella preparazione alla contabilità economico-patrimoniale.

La proposta comprende una componente software e servizi specialistici di supporto, con l’obiettivo di aiutare gli enti a organizzare le informazioni patrimoniali, verificarne la coerenza e ricostruire i passaggi che determinano il valore dei beni.

Tra le funzionalità presentate da Golem Net figurano il collegamento tra beni, documenti e registrazioni contabili, la tracciabilità delle variazioni, la gestione degli ammortamenti e il controllo delle informazioni necessarie alla rappresentazione patrimoniale.

Un aspetto particolarmente interessante, per le amministrazioni con risorse limitate, riguarda la possibilità di avviare una verifica utilizzando un campione dei dati già disponibili presso l’ente, così da valutare concretamente le esigenze di adeguamento.

La piattaforma è accompagnata da servizi operativi che possono supportare il lavoro degli uffici nella ricognizione e nella riconciliazione delle informazioni.

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