casse dei professionisti: con un patrimonio di 125 miliardi di euro, sì agli investimenti ma ci vuole un fisco più leggero


Dal Sole24Ore.

Le Casse di previdenza dei professionisti si dicono pronte e disposte ad investire nell’economia del paese, ma gli investimenti devono essere diversificati e prudenti. È quanto sostiene il presidente dell’Adepp Alberto Oliveti dal palco del cinema Barberini a Roma dove si sono svolti gli Stati generali della previdenza dei liberi professionisti. Oliveti ricorda che le Casse di previdenza sono state privatizzate da più di trent’anni sottoscrivendo un patto che è stato rispettato: «Abbiamo onorato il contratto implicito e pagato tutte le prestazioni, compreso il nuovo welfare; il patrimonio delle Casse è stimato ufficialmente a 125,2 miliardi di euro e, secondo me, ha già raggiunto quest’anno i 130 miliardi; contribuiamo all’economia del Paese facendo investimenti e con le tasse, che nel 2023 sono state complessivamente 2,65 miliardi di euro, di cui 2 miliardi dalle pensioni erogate e 650 milioni dalla tassazione sui rendimenti degli investimenti, che da tempo chiediamo di eliminare o almeno ridurre (l’imposta per le Casse è quella ordinaria del 26%, ndr)». 

Proprio sugli investimenti si sono concentrati gli interventi del ministro degli Esteri Antonio Tajani e del sottosegretario all’Economia Federico Freni presenti ieri a Roma. A stimolare l’argomento è stato il discorso tenuto il 26 maggio dalla presidente Giorgia Meloni all’Assemblea di Confindustria. La premier, nel corso del suo intervento, ha detto: «Dobbiamo stimolare i capitali privati, noi intendiamo rafforzare i meccanismi già introdotti nell’ultima legge di Bilancio per accrescere gli investimenti dei fondi pensione in economia reale, in particolare per innovazione, start up e infrastrutture. È evidente che c’è qualcosa che non funziona se di 260 miliardi raccolti dai lavoratori italiani solamente 40 miliardi finisce nell’economia reale italiana, e quindi una soluzione a questo problema va trovata». 

In merito a questa dichiarazione Tajani, parlando da segretario di partito e non da ministro precisa, «Per quanto mi riguarda bisogna fare una chiamata alle armi del mondo delle professioni e delle Casse, dovete essere protagonisti di una nuova stagione, vanno messi a posto i conti dell’Italia. Ieri sono stato molto contento delle parole della premier che ha acceso i riflettori sul mondo delle Casse, non è un favore che si fa a voi ma è un modo per coinvolgervi. Le Casse sono indispensabili per la creazione di grandi progetti nel nostro paese, dobbiamo ascoltare le vostre idee e le vostre necessità, è maturo il tempo per farvi diventare protagonisti».

Secondo Federico Freni, sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze, oggi la grande sfida sono gli investimenti strutturali ad alto impatto tecnologico. «Non possiamo chiedere il coinvolgimento delle Casse in assenza di un coinvolgimento degli investitori privati – afferma Freni – non possiamo chiedergli di giocare da sole. Qualsiasi investimento – prosegue Freni – richiede una differenziazione del rischio altrimenti è pericoloso. Uno dei grandi pregi degli investimenti effettuati dalle Casse – conclude Freni – è stata la differenziazione del portafoglio». 

Va detto che le Casse di previdenza dei professionisti investono nel sistema Paese il 38,4% del loro patrimonio (45% contando anche la liquidità e le polizze assicurative), contro il 19,3% dei fondi pensione (fonte Covip). 

Nel corso del suo intervento il sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro Claudio Durigon ha spostato l’attenzione sulla necessità, anche per le Casse, di aumentare gli investimenti per il long term care e invita a mettere in campo delle azioni per incentivare il rinnovamento nel mondo della previdenza privata: «Le Casse – dice Durigon – devono iniziare a pensare a degli accorpamenti tra di loro».

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