Dal Sole24Ore.
Toccare con mano il Terzo settore per conoscere e comprendere le realtà e mettere alla prova l’interpretazione sul sistema fiscale contenuta nella circolare 1/E/2026. Solo in questo modo si può verificare se le soluzioni adottate siano in linea con quelli che sono i problemi degli enti, da quelli piccoli o micro a quelli più grandi. Il direttore dell’agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, insiste sulla necessità del confronto tra l’amministrazione e le realtà del Terzo settore chiamate ad applicare un sistema fiscale ad hoc, che si gioca sulla trasparenza. Un fisco che nasce dal riconoscimento giuridico del Terzo settore, che si dedica alle attività di interesse generale, in ogni caso con uno spirito altro rispetto alle imprese profit. E per questo la Comfort letter di Bruxelles, di marzo 2025, ha riconosciuto come gli istituti fiscali delineati dal titolo X del decreto legislativo 117/2017 non costituiscono aiuti di Stato. Da parte della Commissione c’è stata la presa d’atto che le realtà del Terzo settore agiscono sul mercato al di fuori del perseguimento del profitto.
Carbone ha fortemente voluto un piccolo giro d’Italia alla scoperta della espressioni del Terzo settore presenti nei territori. Un giro d’Italia in compagnia dell’Università Pontificia Salesiana, che ha avviato un corso di laurea specialistica e magistrale per formare manager e professionalità per il Terzo settore. L’iniziativa ha il sostegno del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e del notariato, con la Fondazione nazionale del notariato, di Federcasse, di Fondazione Terzjus, del Forum del Terzo settore, di Confcooperative, di Legacoop, di Csvnet e de «Il Sole 24 Ore». La tappa di martedì ha toccato Bari. Molti degli interventi – tra questi quelli di Tonj Della Vecchia (Confcoopertive) e Pasquale Ferrante (Legacoop) – hanno rivendicato l’orgoglio di essere realtà dell’economia sociale vicine e, nel caso delle coop e delle imprese sociali, parte del Terzo settore che svolge un ruolo di sussidiarietà così come previsto dall’articolo 118 della Costituzione. Tra l’altro il nuovo paradigma del fisco per il Terzo settore contaminerà e costituirà un punto di partenza per disegnare anche il nuovo quadro giuridico dell’economia sociale.
Tra gli enti del Terzo settore ha parlato Giovanni Vacca, direttore della Fondazione Santi medici Cosma e Damiano, che gestisce un hospice, una mensa per le persone bisognose, una casa per i malati di tossicodipendenza, una casa-rifugio per donne e bambini. Vacca ha messo in evidenza come il Terzo settore sia cruciale per rispondere ai bisogni delle persone, essendo oggi organizzato non più come «concessione del principe», ma attraverso regole ad hoc che rispecchiano i valori e i carismi.
Nicola Guastamacchia, coordinatore delle Bcc Puglia e Basilicata, ha sottolineato come il credito coooperativo sia votato a finanziare l’economia sociale dei territori.
Prossima tappa del roadshow a Firenze il 15 giugno. Informazioni e iscrizioni sul sito dell’Università Pontificia Salesiana. Quesiti possono essere posti attraverso la mail terzosettore@ilsole24ore.com.