Da Lentepubblica.it
Una possibilità sulla quale molto si era scritto e detto ma che, di nuovo, si traduce in un nulla di fatto’ per un norma che non sembra essere stata sempre spiegata al pubblico nella maniera più semplice né nel modo più chiaro, un danno per i contribuenti che si aspettavano, anche in questa occasione, più promesse mantenute.
Numeri sottotono per la quinques
Non è un caso, certo la scarsa adesione registrata alla misura. Se la rottamazione quater aveva raccolto circa 3,8 milioni di domande complessive, ben diverso il risultato di questa ‘sanatoria’. Gli ultimi dati diffusi a 20gg dalla scadenza del 30 aprile, contavano poco più di un milione di adesioni, un dato che rappresenta solo il 23% della platea potenziale di cittadini interessati.
Nessuna flessibilità
Una misura senza alcuna flessibilità che sembra, ogni giorno di più, scontentare tutti. A differenza quindi di quanto richiesto e, come già detto, dal modo in cui la novità è stata raccontata dai più, la concessione di giorni extra lascerà fuori tutte le altre rate diverse dall’unica e dall’ultima. Per chiarire meglio, le novità introdotte in fase di conversione del DL Fiscale n. 38/2026, vedranno applicazione solo alla prima e unica rata e all’ultima. L’emendamento approvato in Commissione al Senato per estendere il termine di tolleranza è di portata ben inferiore alle attese e, soprattutto, agli annunci.
Obiettivo mancato?
La conversione in legge del Decreto Fiscale manca completamente l’obiettivo di applicare alla nuova rottamazione le stesse regole sui pagamenti previsti dall’edizione quater tutt’ora in corso. La legge di conversione approdata alla Camera per l’ok finale prevede infatti che i cinque giorni aggiuntivi rispetto alla scadenza si applicheranno solo all’unica rata prevista per il pagamento e a quella finale. Nessuna deroga in tutti gli altri casi.
Rischio elevato di perdere il diritto
La possibilità di non perdere il diritto alla rateizzazione in presenza di piccole dimenticanze o lieve ritardo, magari dovuto alla situazione economica contingente, rispetto alle scadenze ordinarie è un aspetto positivo che ha caratterizzato le ultime edizioni di definizione agevolata delle cartelle. Si tratta di tolleranze ovviamente minime che tengano conto di possibili problemi tecnici, o semplici dimenticanze, quando non si rispetti l’appuntamento in calendario. Questa norma che potremmo definire di buon senso è stata pensata proprio per “salvare” i ritardatari, che però non è stata prevista dalla Legge di Bilancio 2026 in fase di messa a punto dell’edizione quinquies. Anche in questo caso, però, lo spazio per modifiche ex post sembra pochissimo quando inesistente.
I dettagli dell’emendamento
L’emendamento presentato alla formulazione iniziale è stato inserito al comma 2-bis inserito all’articolo 10 nella legge di conversione del DL Fiscale n. 38/2026. La tolleranza di cinque giorni rispetto alle scadenze ordinarie si applicherà limitatamente ai pagamenti previsti dalle lettere a) e c) del comma 95, articolo 1 della Legge di Bilancio 2026. Un risultato diverso dalle richieste e alle aspettative dei contribuenti.