Fallimenti delle imprese: la Unione Europea rivedrà tutta la normativa sui ritardi nei pagamenti delle fatture


«Rivedremo la direttiva sui ritardi di pagamento, perché semplicemente non è giusto che un fallimento su quattro sia dovuto al mancato pagamento delle fatture entro le scadenze previste. Per milioni di imprese familiari sarà come un’ancora di salvezza in acque agitate»: la promessa non è di poco conto arriva da Ursula von der Leyen; la presidente della commissione europea ieri ha tenuto il discorso sullo Stato dell’Unione per il 2022.

Sempre in tema di imprese, nella sua relazione all’Europarlamento, il capo dell’esecutivo Ue ha aggiunto: «In ottobre modificheremo il quadro temporaneo in materia di aiuti di stato per consentire la concessione di garanzie statali, preservando al contempo la parità di condizioni». Il target, in questo caso, è soprattutto il mercato dell’energia, pesantemente condizionato nelle quotazioni dalle ricadute generate dall’invasione russa in Ucraina, anche in termini di speculazione. Fattori che, a cascata, si riverberano sui costi delle imprese. In loro soccorso von der Leyen ha annunciato diverse misure, parte delle quali contenute nella proposta di regolamento sul caro bollette elaborata su richiesta dei governi nazionali (si veda ItaliaOggi del 13 e 14/9/2022). In primis, «un pacchetto di nuovi aiuti alle pmi», quindi una sforbiciata alla burocrazia e «misure che consentiranno agli stati di ridurre il loro consumo complessivo di energia elettrica». In proposito, ha detto la presidente della commissione: «Serve un sostegno più mirato», anche a supporto delle imprese energivore, «come i vetrai, obbligati a spegnere i forni», o per le categorie più in difficoltà, come «i genitori single che devono pagare una bolletta dopo l’altra». In conseguenza di ciò, la leader Ue ha annunciato la proposta di «un massimale per le entrate delle imprese che producono energia elettrica a basso costo.”

Infine due numeri sul Pnrr: «Finora sono stati erogati agli stati membri 100 mld di euro, il che significa che 700 mld non sono ancora confluiti nella nostra economia», ha detto la presidente della commissione Ue. Ribadendo: «NextGenerationEU è stato concepito quasi due anni fa, ma è esattamente ciò di cui l’Europa ha bisogno ora».

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