Pagamenti PA ai professionisti: l’obbligo di compensazione con debiti fiscali non saldati solo con importi da 5mila euro


Dal Sole24Ore.

Dopo il pressing dei professionisti viene allentata la stretta sui pagamenti della Pa in vigore dal prossimo 15 giugno: l’obbligo di compensazione con eventuali debiti iscritti a ruolo e non saldati scatterà soltanto se le cartelle non onorate sono di un importo complessivo pari almeno a cinquemila euro. E’ l’importante principali modifica approvata in una convulsa giornata di voti in commissione Finanze al Senato sul decreto fiscale, che oggi approda nell’Aula di Palazzo Madama per superare la prima lettura con l’ennesima richiesta di fiducia del Governo.

Per incentivare le adesioni al biennio 2026-2027 viene rivisto il calendario (slitta al 15 maggio il termine per pubblicare il software in realtà già rilasciato nella serata di ieri e passa dal 30 settembre al 31 ottobre la scadenza per aderire) ma vengono anche introdotte le soglie di incremento per le partite Iva più in odore di evasione: 30% per chi ha voti nelle pagelle fiscali tra 6 e 8, 35% per i punteggi tra 1 a 6. Soglie che si aggiungono a quelle più ridotte già previste per chi ha voti maggiori. Di fatto, arriva uno sconto sulla proposta (e quindi sulle imposte poi dovute) anche per i soggetti più inaffidabili, secondo la logica finora seguita di portare nell’area di compliance chi poi è difficilmente controllabile.

Più tempo per il concordatoPagamenti Pa, stretta allentata

Dl Fiscale. Ok in commissione Finanze. Adesione al patto con il Fisco entro il 31 ottobre e nuove soglie per le partite Iva non affidabili. Compensazioni con crediti Pa per i professionisti solo con debiti da 5mila euro

Marco Mobili Giovanni Parente

Sì al nuovo calendario 2026 del concordato preventivo biennale. Arrivano le soglie agli incrementi di reddito richiesto per il patto con il Fisco anche per le partite Iva meno affidabili (e quindi a maggior rischio di evasione). Sempre in caso di accordo con le Entrate diventa deducibile l’iperammortamento. Arriva la rottamazione quinquies con un percorso su misura anche per le cartelle relative a multe stradali dei Comuni, Imu, Tari e altri tributi amministrati dagli enti locali (si veda l’articolo a lato). Per chi ha già aderito alla definizione agevolata per le cartelle su crediti erariali o contributivi scatta la tolleranza di cinque giorni per il pagamento della prima e unica rata e dell’ultima del piano di pagamento. Dopo il pressing dei professionisti viene allentata la stretta sui pagamenti della Pa in vigore dal prossimo 15 giugno: l’obbligo di compensazione con eventuali debiti iscritti a ruolo e non saldati scatterà soltanto se le cartelle non onorate sono di un importo complessivo pari almeno a cinquemila euro. Sono le principali modifiche approvate in una convulsa giornata di voti in commissione Finanze al Senato sul decreto fiscale, che oggi approda nell’Aula di Palazzo Madama per superare la prima lettura con l’ennesima richiesta di fiducia del Governo.

Le imprese incassano un importante chiarimento sull’esclusione dalla tassazione sia sul fronte delle dirette (Ires e Irpef) sia su quello dell’Irap per il contributo finanziario riconosciuto per gli investimenti Fer (Fonti di energia rinnovabili). Stop anche all’introduzione della ritenuta per le provvigioni delle agenzie di viaggio, che il testo originario aveva differito al 1° maggio. Ma a tenere banco è soprattutto il concordato preventivo biennale. Per incentivare le adesioni al biennio 2026-2027 viene rivisto il calendario (slitta al 15 maggio il termine per pubblicare il software in realtà già rilasciato nella serata di ieri e passa dal 30 settembre al 31 ottobre la scadenza per aderire) ma vengono anche introdotte le soglie di incremento per le partite Iva più in odore di evasione: 30% per chi ha voti nelle pagelle fiscali tra 6 e 8, 35% per i punteggi tra 1 a 6. Soglie che si aggiungono a quelle più ridotte già previste per chi ha voti maggiori. Di fatto, arriva uno sconto sulla proposta (e quindi sulle imposte poi dovute) anche per i soggetti più inaffidabili, secondo la logica finora seguita di portare nell’area di compliance chi poi è difficilmente controllabile…

Tra le altre approvazioni ha tagliato il traguardo anche la riscrittura del nuovo sistema di calcolo dell’Iva sulle permute. Per il computo la riscrittura della norma inserita nella manovra punta a far riferimento al valore monetario dei beni e dei servizi che formano oggetto di ciascuna di esse, come determinato dal contratto. Viene previsto che in ogni caso questo valore non può essere inferiore all’ammontare complessivo dei costi riferibili alle cessioni effettuate e alle prestazioni rese da ciascuna delle parti, determinato nel momento in cui si effettuano le operazioni.

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