nei bilanci degli enti locali, il debutto del Fondo crediti alleggerito


Dal sole24Ore.

Entro il 31 luglio i consigli comunali devono approvare la salvaguardia degli equilibri del bilancio 2026-28 e la variazione di assestamento generale. Un passaggio cruciale che ora incontra importanti novità normative.

Poiché la maggior parte dei Comuni ha approvato il preventivo a dicembre, la manovra estiva è il check-up di entrate e spese, anche alla luce del rendiconto 2025. Ma la prospettiva è pluriennale: salvaguardia degli equilibri e assestamento devono garantire la tenuta del bilancio 2026-28, ponendo le basi della programmazione 2027-29, che partirà già a settembre.

La principale novità riguarda la possibilità di applicare in via anticipata il nuovo metodo di calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità. L’opzione è riservata agli enti che dimostrino un effettivo miglioramento della capacità di riscossione nel 2025 rispetto al triennio precedente e abbiano avviato un progetto almeno triennale per consolidare questo risultato. La misura consente di ridurre gli accantonamenti del preventivo, liberando margini di spesa.

Sull’Fcde, la Faq 58 di Arconet ha chiarito le modalità per gli enti che, avendo ridotto nel rendiconto 2025 il fondo rispetto all’esercizio precedente, intendano destinare le quote svincolate al finanziamento degli accantonamenti di competenza 2026.

Sulla riscossione, entro il 31 luglio 2026 gli enti potranno aderire alla “rottamazione quinquies” (Dl 36/2026) per i carichi Ader 2000-2023. La decisione richiederà una valutazione degli effetti sui residui attivi, anch’essi oggetto del monitoraggio previsto nella salvaguardia.

Nessun intervento immediato è invece richiesto per la contabilizzazione del Cup. L’obbligo di iscrizione tra le entrate tributarie decorre dal 1° gennaio 2027. Non è quindi necessaria alcuna riclassificazione nel 2026: l’aggiornamento potrà essere effettuato dopo la pubblicazione, da parte di Arconet, dei nuovi codici.

Tra le entrate restano da presidiare gli adempimenti ordinari: l’adeguamento degli stanziamenti Tari in base al nuovo Pef, da approvare entro il 31 luglio; la verifica della contabilizzazione delle componenti perequative della tariffa; il recepimento dei dati del Viminale per l’aggiornamento del Fondo di solidarietà e del Fondo per l’equità del livello dei servizi.

Sulla spesa, il monitoraggio deve concentrarsi sulla conclusione del Pnrr. Oltre al completamento dei progetti, va verificata la previsione degli oneri correnti dalla messa in esercizio degli investimenti, a partire dai costi di gestione, utenze, manutenzioni e servizi. Sotto esame va anche l’adeguatezza delle risorse per i rinnovi contrattuali 2025/27, la cui preintesa potrebbe essere firmata domani.

Tra le novità da recepire rientra l’adeguamento degli stanziamenti per l’Irap sugli incentivi tecnici. Il decreto 16 marzo 2026 ha esteso anche alla quota Irap il meccanismo del giro contabile già previsto per la quota del 2%.

La manovra dovrà infine recepire le nuove disposizioni sugli stanziamenti di cassa introdotte dallo stesso decreto del 16 marzo, senza trascurare il controllo dei cronoprogrammi delle opere e della corretta gestione del Fondo pluriennale vincolato, elementi determinanti per assicurare gli equilibri di bilancio nel triennio.

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