Dal sole24Ore.
Il principio contabile destinato alle piccole e medie imprese, in bozza per consultazione fino al 28 febbraio 2027, presenta numerose semplificazioni e suggerisce qualche possibile miglioramento. Innanzitutto, il documento si presenta di facile lettura perché racchiude le semplificazioni, già presenti nei principi contabili ma non sempre di facile individuazione tra i vari paragrafi: medesimo discorso per le semplificazioni previste nel codice civile.
Tuttavia, la bozza di principio va oltre e introduce semplificazioni che sono innovative perché introducono una sorta di dipendenza rovesciata: non è il fisco che si adegua ai principi contabili (articolo 83, Tuir), ma sono i principi contabili che si adeguano al fisco e questo non è poca cosa. L’esempio più rilevante riguarda le immobilizzazioni, con il via libera all’applicazione delle aliquote di ammortamento fiscali in assenza di significative differenze rispetto alla vita utile stimata: di conseguenza è previsto solo l’ammortamento a quote costanti. Sempre ai fini dell’ammortamento per lo scorporo del valore del terreno (non ammortizzabile) dal fabbricato si possono applicare i criteri forfettari del 20 e 30 per cento (fabbricati industriali), salvo vi sia evidenza di una significativa differenza del valore del terreno scorporato.
Tra le altre novità spicca la possibilità di non contabilizzare la fiscalità differita nel caso non sia rilevante. Pertanto, dal lato oggettivo le semplificazioni sono evidenti, mentre sul piano soggettivo qualche osservazione critica può essere avanzata. Infatti, le semplificazioni si fermano ai bilanci in forma abbreviata come definiti dal Codice civile: ma non è realistico affermare che un‘impresa che non supera i limiti del bilancio in forma abbreviata è “piccola” mentre una che li supera è “grande”.
Il problema è a monte, perché il legislatore (decreto 139/15) nel recepire la direttiva 34/13 non ha accolto i limiti che la direttiva prevede per le imprese medie che poi sono quelli relativi all’obbligo del bilancio consolidato. Per questo motivo almeno alcune semplificazioni proposte dovrebbero guardare ai più elevati limiti del bilancio consolidato.
Un esempio: la svalutazione delle immobilizzazioni con il metodo semplificato, di immediata e facile applicazione, che già in origine era destinato alle imprese che non superavano tali più elevati limiti, ma poi, con decisione discutibile, abbassati ai limiti dell’abbreviato (per tenere conto degli effetti dell’inflazione la direttiva 34/13 prevede l’aggiornamento di tutti i limiti almeno ogni cinque anni, l’ultimo aggiornamento è del 2023).