Su Italiaoggi le rivendicazioni dell’Inrl per l’invìo dei bilanci al registro delle imprese, con la polemica tra commercialisti e consulenti del lavoro


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La discussione sul ddl Concorrenza
La discussione sul ddl Concorrenza

Commercialisti e consulenti del lavoro litigano ancora sui bilanci. E spuntano anche i revisori

Continua la querelle tra le due categorie in merito alla misura prevista dal disegno di legge Concorrenza, che estende ai consulenti del lavoro la possibilità di depositare i bilanci delle società

di Michele Damiani29/09/2026

Continua la querelle tra commercialisti e consulenti del lavoro sul deposito dei bilanci. Oggetto del contendere la misura contenuta nel ddl Concorrenza, che estenderebbe la facoltà di depositare gli atti ai consulenti del lavoro. Dopo il botta e risposta tra il presidente del Cndcec Elbano de Nuccio e i presidenti dei consigli provinciali dei consulenti del lavoro, ieri sono intervenuti anche Ancl, Ungdcec, Unagraco, Inrl e i coordinamenti regionali degli ordini dei commercialisti.

I commercialisti 

Dai coordinamenti arriva un documento di «piena condivisione» della posizione del Cndcec. «La questione non riguarda la dignità di una professione rispetto a un’altra», si legge nel testo, «ma un principio di chiarezza dell’ordinamento: le funzioni professionali devono essere coerenti con le competenze che lo Stato richiede». Il bilancio «rappresenta il principale documento di informazione economico-finanziaria dell’impresa» e il suo deposito «non può essere considerato un’attività indistinta e fungibile». Sulla stessa linea anche l’Unione nazionale giovani commercialisti (Ungdcec): «chiediamo al legislatore di eliminare la disposizione e applicare lo stesso criterio a tutte le professioni: formazione, esame di Stato e competenze devono contare quando si attribuisce una responsabilità professionale». Posizione simile per Unagraco: «Non è una disputa tra categorie. Chiediamo al Parlamento di preservare la coerenza tra attività professionale, formazione e responsabilità».

I consulenti del lavoro

Di parere opposto l’Associazione nazionale consulenti del lavoro (Ancl). La novità rappresenta «una norma di buonsenso. Le aziende assistite da un consulente del lavoro sanno di essersi affidate a un professionista capace di affiancare l’imprenditore, ragion per cui restano incomprensibili le critiche a un provvedimento che finalmente rimuova quest’ultimo ostacolo burocratico a un’attività che già svolgiamo appieno».

I revisori legali

Sul punto, infine, è intervenuto anche l’Istituto nazionale revisori legali (Inrl) che, «nel condividere l’estensione dell’invio dei bilanci ai consulenti del lavoro», coglie l’occasione per «ribadire che l’esclusione dei revisori legali rappresenta un’inaccettabile ingiustizia, visto che la categoria redige e certifica da sempre i bilanci». (riproduzione riservata)

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