Dal Sole24Ore.
Iperammortamento, dopo la eliminazione del vincolo di produzione Ue le imprese attendono le procedure necessarie a prenotare l’agevolazione. Il bonus riguarda gli investimenti in beni materiali e immateriali con le caratteristiche previste dalla legge 199/2025 effettuati a partire dal 1° gennaio di quest’anno. Per investimenti fino a 2,5 milioni, il risparmio è pari al 43,2% del costo sostenuto.
L’iperammortamento è un’agevolazione che le imprese conoscono bene, dato che ricalca quella in vigore tra il 2017 e il 2019, prima cioè del passaggio al sistema dei crediti di imposta.
Il beneficio si ottiene effettuando, nella dichiarazione dei redditi, maggiori deduzioni che si aggiungono alle quote di ammortamento stanziate in bilancio.
La deduzione è pari al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni, al 100% tra 2,5 e 10 milioni e al 50% tra 10 e 20 milioni. Ad esempio, se nel 2026 si acquistano macchinari con i requisiti indicati nella legge, sostenendo un costo complessivo di 2 milioni di euro, si dedurranno 3.600.000 euro (il 180% del costo) ripartendo l’importo sull’arco temporale dell’ammortamento (in genere, per i macchinari, sette o otto anni).
Gli scaglioni e il limite massimo si calcolano distintamente per ciascun anno di agevolazione (2026, 2027 e 2028 fino al 30 settembre); in questo senso si esprime la relazione ministeriale al Dl 38/2026.
Ciò significa, tornando all’esempio sopra riportato, che se l’impresa investe ulteriori 2 milioni di euro nel 2027, applicherà nuovamente la maggiorazione del 180%, perché gli investimenti non fanno cumulo con quelli dell’anno precedente.
La maggior deduzione comporta un minor versamento Ires pari al 43,2% del costo, che scende al 24% per il secondo scaglione di valore e al 12% per l’ultimo scaglione (fino a 20 milioni). Quindi, fino a 2,5 milioni per anno, si risparmiano imposte pari a 432.000 euro su ogni milione speso.