Da Ansa.
Sì. Il 23 settembre 2026 la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega C. 2628 per la riforma dell’ordinamento dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: 145 voti favorevoli e 80 astensioni. Il testo passa ora al Senato.
La riforma interviene sul D.Lgs. 139/2005, cioè sull’ordinamento della professione, e delega il Governo ad adottare il decreto legislativo di riordino entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge delega.
I principali punti della riforma
| Tema | Cosa prevede la delega |
|---|---|
| Attività professionali | Nuova individuazione delle attività riservate e delle attività proprie della professione, con l’obiettivo di aggiornare l’ordinamento alle nuove funzioni svolte dai commercialisti. |
| Area giuslavoristica | Viene recuperata nell’ambito delle attività tipiche della professione l’area relativa alla consulenza del lavoro, secondo l’impostazione emersa dagli emendamenti approvati in Commissione Giustizia. |
| Esercizio associato e societario | Riordino delle norme sull’esercizio della professione in forma associata e societaria, con regole più coerenti con l’evoluzione degli studi professionali. |
| Incompatibilità | Revisione della disciplina delle incompatibilità, per adeguarla alle nuove modalità di esercizio dell’attività professionale. |
| Compensi | Aggiornamento della disciplina dei compensi professionali e dei parametri, tenendo conto dell’evoluzione delle prestazioni e della struttura degli studi. |
| Specializzazioni | Introduzione e regolamentazione di percorsi di specializzazione, collegati alle diverse aree di attività professionale. |
| Tirocinio e accesso | Revisione delle modalità di tirocinio, accesso e formazione, anche per rendere più attuale il percorso verso l’abilitazione. Il testo interviene anche sul rapporto tra formazione universitaria, tirocinio ed esercizio professionale. |
| Apprendistato | La delega contempla anche l’utilizzo dell’apprendistato nell’ambito dei percorsi di accesso alla professione. |
| Ordini territoriali e CNDCEC | Riordino delle competenze e dell’organizzazione degli Ordini e del Consiglio nazionale, con aggiornamento della governance professionale. |
| Albi, registri ed elenchi | L’intervento mira anche a razionalizzare il sistema degli elenchi e registri professionali, evitando sovrapposizioni con altri sistemi di qualificazione. |
Un punto particolarmente interessante: il rapporto con le altre professioni
Uno degli aspetti più rilevanti, soprattutto per chi segue commercialisti, revisori legali e consulenti del lavoro, è il tentativo di ridisegnare il perimetro delle competenze professionali.
La riforma non si limita quindi a modificare l’organizzazione dell’Ordine: punta a ridefinire che cosa può fare il commercialista, quali attività sono riservate, quali possono essere esercitate in forma societaria e come si acquisiscono competenze specialistiche.
È significativo, ad esempio, il reinserimento dell’area giuslavoristica tra quelle caratterizzanti la professione, mentre contemporaneamente si interviene sulle specializzazioni e sulle modalità di esercizio associato e societario.
Il percorso parlamentare
Il provvedimento nasce dal DDL governativo presentato nel settembre 2025. La Commissione Giustizia della Camera ha adottato il C. 2628 come testo base, riunendolo con la proposta C. 233; dopo le modifiche approvate tra luglio e settembre 2026, l’esame in Commissione si è concluso il 16 settembre.
Il 23 settembre è arrivato il voto dell’Aula della Camera. Ora il testo deve essere esaminato dal Senato: soltanto dopo l’approvazione parlamentare definitiva e la successiva entrata in vigore della legge delega il Governo potrà esercitare la delega legislativa.
In sintesi: la riforma tende a spostare l’ordinamento dei commercialisti da una disciplina costruita oltre vent’anni fa verso un modello basato su nuove competenze, specializzazioni, esercizio societario, revisione delle incompatibilità, aggiornamento dei compensi e modernizzazione dell’accesso alla professione.
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