L’INRL pronta a combattere per ripristinare la titolarità del visto di conformità ai revisori


Su ItaliaOggi la conferma delle prossime mosse dell’Inrl raccolte in occasione del seminario di alta formazione svoltosi ieri a Milano. Il quotidiano mette in risalto la delusione per l’azione di ostilità dei commercialisti nella questione dell’emendamento sull’estensione del visto di conformità anche ai revisori legali. Si era aperto un dialogo proficuo tra le categorie contabili; quindi, un atteggiamento di questo tipo non ce lo saremmo mai aspettato. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per evitare quella che sarebbe a tutti gli effetti un’ingiustizia per la categoria. A parlare è Ciro Monetta, presidente dell’Inrl, in occasione del seminario formativo svoltosi ieri a Milano.

Oltre al tema del visto di conformità, nell’evento è stato messo l’accento sulle precarie condizioni delle aziende italiane dal punto di vista della situazione debitoria e dell’accesso al credito: «l’esposizione delle imprese italiane nei confronti del sistema bancario si sta avvicinando a 300 miliardi di euro ed il ruolo dei revisori legali, a fonte di questo scenario, diventa cruciale per assistere le imprese nella loro sostenibilità economico-finanziaria e quindi nella ripartenza della post-pandemia», si legge nella nota diffusa dall’Inrl. All’evento ha preso parte anche il professor Riccardo Bauer, docente all’Università Cattolica di Milano, che ha messo l’accento proprio su questa situazione: «Attualmente possiamo individuare alcune aree di attenzione riguardo ai bilanci 2021 che i revisori legali dovranno analizzare con molta cautela: innanzitutto l’indebitamento finanziario delle aziende, in seconda battuta la continuità aziendale perché le aziende italiane, dopo un breve periodo di respiro, tra agosto e ottobre scorsi, ora sono tornate in emergenza e sono molto preoccupate. Di conseguenza vedo anche incerta la redazione dei piani strategici che a questo punto dovranno essere monitorati con un certo rigore dai revisori legali chiamati a redigere i bilanci. C’è poi il tema delicatissimo dell’incassabilità dei debiti, soprattutto quelli pre-pandemici che prima o poi dovrà essere affrontato. Temporalmente parlando il periodo più delicato sarà proprio il primo trimestre 2022, anche perché gli ordini in mano alle imprese italiane sono ‘frenati’».

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