professionisti con debiti fiscali: stop ai pagamenti della PA


Da Leggepertutti.it

Una regola generale ferrea sta per investire il rapporto tra lo Stato e i lavoratori autonomi, basata su un principio di reciprocità amministrativa inderogabile: la Pubblica Amministrazione non erogherà risorse a chi non è in regola con i propri doveri contributivi. L’era dei pagamenti pubblici concessi senza un preventivo controllo della fedeltà tributaria del beneficiario volge al termine. È questo il cuore pulsante delle nuove direttive inserite nella manovra economica, che trasformano la regolarità fiscale da semplice obbligo di legge a pre-requisito essenziale per incassare qualsiasi forma di compenso statale.

La novità emerge con chiarezza dalle ultime riformulazioni governative depositate in commissione Bilancio al Senato. Non si tratta di un semplice aggiustamento tecnico, ma di un cambio di paradigma che impone una verifica a tappeto prima di ogni bonifico pubblico. Se esistono debiti fiscali pendenti, il flusso di denaro si interrompe alla fonte. Questa misura, insieme a una vasta serie di correttivi che spaziano dalla sanità alla tassazione sulle banche, definisce il perimetro di un controllo statale sempre più pervasivo e interconnesso.

La novità emerge con chiarezza dalle ultime riformulazioni governative depositate in commissione Bilancio al Senato. Non si tratta di un semplice aggiustamento tecnico, ma di un cambio di paradigma che impone una verifica a tappeto prima di ogni bonifico pubblico. Se esistono debiti fiscali pendenti, il flusso di denaro si interrompe alla fonte. Questa misura, insieme a una vasta serie di correttivi che spaziano dalla sanità alla tassazione sulle banche, definisce il perimetro di un controllo statale sempre più pervasivo e interconnesso.

Il Governo ha deciso di non arretrare, anzi di potenziare il meccanismo di controllo sui compensi destinati ai lavoratori autonomi. L’emendamento alla manovra, nella sua versione definitiva bollinata dalla Ragioneria generale dello Stato, smentisce le ipotesi di un allentamento delle regole ipotizzate a metà ottobre. Il testo estende il blocco a tutti gli «emolumenti», una dicitura che amplia notevolmente il raggio d’azione della norma.

Non saranno colpiti solo i pagamenti diretti della Pa, ma anche quelli dovuti da soggetti diversi che gestiscono incarichi con compensi a carico dello Stato. In termini pratici, la verifica fiscale diventa lo step preliminare obbligatorio che, a partire dal prossimo anno, dovrà precedere ogni singolo pagamento. Nel mirino dei controlli finiscono categorie professionali nevralgiche per il funzionamento della macchina amministrativa e giudiziaria: commercialisti, revisori, notaiavvocatiingegneri e architetti.

Il meccanismo agirà a tutto campo. Non vi sarà distinzione sulla tipologia della prestazione fornita: la regola si applicherà indistintamente alle consulenze tecniche, ai progetti di ingegneria o architettura, fino alla rappresentanza legale in tutte le forme di giudizio. Se il professionista ha debiti non onorati nei confronti del Fisco, l’accredito verrà bloccato. Nelle intenzioni dell’Esecutivo, questa leva finanziaria dovrebbe generare una forte spinta verso la fedeltà fiscale e contributiva, costringendo di fatto i debitori a sanare le proprie posizioni per poter incassare i crediti vantati verso il pubblico. 

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