ai professionisti il primato di affidabilità fiscale


Dal Sole24Ore.

Anche nel 2024 le attività professionali si confermano il comparto più affidabile secondo gli Isa, gli Indici sintetici di

affidabilità fiscale dell’agenzia delle Entrate. Oltre sei professionisti su dieci raggiungono infatti un punteggio pari o

superiore a 8, in crescita (dal 56,9) rispetto al 2023. La generalità dei contribuenti con un voto pari almeno ad 8 si ferma al 46,7 per cento.

L’incremento dell’affidabilità fiscale interessa quasi tutte le attività professionali.

È quanto emerge da #BreakingProf 5/2026 – elaborato dall’Osservatorio libere professioni di Confprofessioni – che conferma una tendenza strutturale: le professioni si distinguono per livelli di compliance fiscale superiori rispetto agli altri comparti economici.

Le persone fisiche che svolgono attività professionali

raggiungono un livello di affidabilità fiscale del 64,4%, mentre il dato scende al 55,9% per le società di persone e al 38,7% per le società di capitali ed enti.

Le società di capitali professionali potrebbero registrare livelli di affidabilità più bassi anche per effetto del funzionamento delle Stp, dove parte del reddito viene trasferita ai soci professionisti attraverso fatture emesse dai soci stessi verso la società, riducendo il margine dichiarato dalla Stp e incidendo negativamente sul punteggio Isa. Le professioni sanitarie si confermano il gruppo fiscalmente più affidabile: il dato di chi ha un punteggio pari o superiore all’8 migliora ancora nel 2024 (dal 74,5 nel 2023 all’80,2).Nei due anni gli incrementi più marcati di affidabilità si osservano nelle attività professionali legate all’informatica (che passano dal 51 al 67,1%), nei servizi veterinari (dal 47,2 al 57,4%) e nelle attività paramediche indipendenti (dal 50 al 60,3%). Migliorano in modo significativo anche le attività dei geometri (dal 48,2 al 57,3%), gli studi di architettura
( dal 47,6 al 54,9%), gli studi legali (dal 49,1% al 55,7) e gli studi di ingegneria, (dal 55,5 al 60,5%) .

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